Vini dal Mondo: vino neozelandese sinonimo di bianco d’eccellenza

Vini dal Mondo: vino neozelandese sinonimo di bianco d’eccellenza

Conoscere il territorio attraverso il Vino , Degustazione Vini , Storia del Vino 🕔settembre 28, 2017 0 commenti

La storia del vino neozelandese è relativamente recente, ma ciò che sorprende è la rapidità con la quale il Paese è riuscito ad imporsi sulla scena internazionale con dei bianchi d’eccellenza.

Prima il Müller Thurgau, poi il Pinot Nero ma la vera fortuna è stata rappresentata dai vitigni Sauvignon Blanc e Chardonney, tanto da far pensare che la loro patria fosse proprio la Nuova Zelanda.

Storia del Vino Neozelandese

La prima vite in terra Maori fu piantata da un missionario anglicano nel 1819, circa 200 anni fa.

Dobbiamo attendere venti anni, il 1839, per avere notizie certi di una produzione di vino locale.

Purtroppo la storia enologica della Nuova Zelanda non è stata semplice, colpita prima dalla filossera, come molti paesi europei, che ha provocato la distruzione di interi vigneti e seguita poi da un duro proibizionismo.

Solo dopo la seconda guerra mondiale è stato permesso ai negozi di vendere vino, le vinicole invece hanno dovuto attendere il 1960.

Sempre in quegli anni non era permesso bere alcuna bevanda alcolica dopo le ore 22.

Insomma, tali restrizioni non hanno certo aiutato lo sviluppo enologico locale.

È soltanto del 1973 l’introduzione della prima vitis vinifera europea, che andò pian piano a rimpiazzare i vitigni franco americani come l’Isabella, predominanti a quei tempi.

È quindi dalla fine del ‘900 che la Nuova Zelanda ha conosciuto un periodo florido di sviluppo e qualità vinicola, tanto che la critica internazionale lo classificò come il paese con il miglior Sauvignon del mondo.

Zone di produzione

Sono ben 15 le regioni vinicole della Nuova Zelanda suddivise nelle due isole principali: 9 nell’Isola del Nord e 6 nell’Isola del Sud.

vino neozelandese isole nord sud

 

Le vigne si estendono su una superficie di circa 1.200 km e la maggior parte si trovano lungo la costa.

Il clima neozelandese è particolarmente adatto alla coltivazione della vite, è fresco e risente dell’influsso dell’oceano.

Le uve tendono a maturare omogeneamente e ciò consente dei risultati ottimali, producendo dei vini ricchi di aromi e sapori.

L’unico problema è costituito dalle piogge, a volte persistenti, che possono disturbare la coltivazione.

Ad oggi, le uve coltivate sono in prevalenza quelle internazionali e, in particolare, il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay, ma anche il Riesling, il Pinot Grigio, il Müller Thurgau e il Gewürztraminer.

Tra le varietà a bacca nera, abbiamo invece il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Pinot Nero.

Nell’Isola del Nord le regioni vinicole più interessanti sono:

  • Gisborne: è il terzo vigneto per estensione. Il suolo è limaccioso. La produzione di Chardonnay è prevalente e la regione ha assunto il nome di capitale dello Chardonnay della Nuova Zelanda. Produce anche quantità discrete di Müller Thurgau. Solo il 10% è destinato a vigneti a bacca nera.
  • Hawke’s Bay: è la seconda più grande regione del paese e, grazie alle particolari condizioni del suo terroir, è considerata la patria del Sauvignon Blanc, nonché dei migliori Chardonnay. Anche i rossi non sono da meno, soprattutto Cabernet Sauvignon e Merlot.
  • Auckland: qui troviamo la maggior parte delle vinicole del Paese. Il clima è caldo e umido e le varietà più coltivate sono Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay. Il suolo è prevalentemente argilloso.
  • Wairarapa: il Pinot Nero è il vitigno più coltivato della zona che regala vini di grande qualità.

Nell’Isola del Sud abbiamo invece le seguenti regioni dedite alla viticultura:

  • Marlborough: è di sicuro la regione più grande e più importante della Nuova Zelanda. Con più di 15 mila ettari piantati, si trova nella parte settentrionale dell’Isola del Sud. L’uva matura molto lentamente e il clima secco e caldo di giorno e freddo di notte garantisce dei vini dal carattere unico. Il Pinot Nero ad esempio grazie a queste peculiarità si presenta di un colore rosso intenso. La regione è comunque conosciuta in tutto il mondo per la produzione di Sauvignon Blanc, dai sentori tropicali.
  • Central Otago: è la regione vinicola più a sud del mondo, al di sotto del 45° parallelo. Il vigneto dominante è il Pinot Nero, seguito da Chardonnay, Sauvignon Blanc e Riesling.
  • Nelson: in questa regione, anche se piccola, si producono vini estremamente eleganti. Chardonnay, Sauvignon Blanc, Pinot Nero, Riesling sono i principali.

Vini di qualità in Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda segue una linea di produzione davvero impeccabile da Paese verde e incontaminato quale è.

I metodi sono sostenibili e l’obiettivo è produrre sempre vini di ottima qualità, così come quelli che hanno reso famoso il Paese in tutto il mondo.

Il 98% dell’area destinata alla viticoltura segue il Programma Sustainable Winegrowing New Zealand (SWNZ), al fine di preservare l’ambiente e le comunità locali.

Circa 36 mila ettari sono stati certificati ed etichettati come sostenibili, il 99% delle cantine adotta un controllo diretto sull’uso parsimonioso dell’acqua e dell’energia elettrica.

Il loro motto?

“Do better next year”.

Non ci sono invece regole sulla coltivazione delle uve, sulla resa o sulla produzione.

Le uniche norme da seguire, oltre a quelle ambientali, riguardano l’etichettatura, stabilite dal Food Act and Food Regulations.

Almeno il 75% del vino deve essere prodotto con le uve riportate in etichetta, se vengono riportate due varietà, queste devono essere inserite in ordine d’importanza.

Se viene menzionata la regione di produzione, almeno il 75% delle uve deve provenire dalla zona indicata.

Export e futuro del Vino Neozelandese

I vini della Nuova Zelanda hanno saputo imporsi sulla scena internazionale in maniera veloce ed efficace.

Stando agli ultimi dati, le esportazioni del 2016 hanno permesso al paese di superare anche la Germania, classificandosi al settimo posto.

Se è pur vero che le esportazioni crescono ad un ritmo sostenuto (circa 5% annuo) sfiorando il miliardo di euro, è altrettanto vero che la qualità sta cedendo leggermente il passo al vino sfuso (15%-16% contro il 3% dell’imbottigliato).

I principali mercati di sbocco restano gli USA, il Regno Unito, anche se in leggero calo, il Canada, l’Irlanda e la Francia.

Tuttavia la Nuova Zelanda resta tra i Paesi del nuovo mondo quello che è riuscito in breve tempo a cambiare completamente la rotta, da produttore di vini banali a eccellente esportatore di vini di qualità.

Abbinamento vino-cibo

Non c’è nulla di meglio che abbinare un buon vino alla cucina tipica locale e anche in Nuova Zelanda è così.vino neozelandese degustazione

Il piatto principale del posto è l’Hangi, un piatto unico che unisce pesce, carne e verdura il tutto rigorosamente al forno.

La Nuova Zelanda ha una popolazione di 4 milioni di persone e ben 40 milioni di pecore, per cui non sorprende che un altro tipico piatto sia l’agnello da accompagnare ad un calice di Pinot Nero.

Dal mare invece si servono piatti a base di molluschi, cozze giganti e ostriche, perfetti da abbinare al Sauvignon Blanc.

Mentre i fiumi regalano ottimi salmoni, che vengono affumicati nel legno di manuka (una pianta originaria della Nuova Zelanda usata per diversi scopi già dalle tribù maori) e serviti con dello straordinario Chardonnay.

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Informazioni sull'autore

Chi ha scritto questo articolo

Francesca D'Agostino

Esperta di internazionalizzazione d'impresa e di Paesi lusofoni. Social media manager e web content. Eclettica, appassionata di viaggi, sempre alla scoperta di nuove esperienze.

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