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CANTINE FERRARI

TRA STORIA TERRITORIO E INNOVAZIONE

                                                               CAPITOLO PRIMO: GLI SPUMANTI

CANTINE FERRARI

Cari Winelovers e Cultori del buon bere…La fortuna ed il privilegio di un Taste Hunter oltre al dovere indissolubile di cercare e promuovere nuovi sapori è di potersi tuffare e gioire tra le sfere dell’Olimpo del Gusto e del Mito dei Sensi e lasciarsi andare a naturali aggettivi che descrivono le caratteristiche e le qualità eccezionale di alcune bollicine italiane che hanno reso famoso nei tempi il Made in Italy nel Mondo!

In questa meravigliosa avventura parlerò della cantina FERRARI che per opportuna coincidenza ed omonimia non è la FERRARI del Cavallino Rampante emblema mondiale indiscutibile del made in Italy ma è ugualmente con dignità e distinguo equiparabile ad esso perché è tra i migliori brand italiani produttori di magnifiche bollicine!

 

Marcello, Matteo, Alessandro e Camilla Lunelli

Guidata oggi dalla terza generazione della famiglia Lunelli.

Una storia antica che nasce dalla scintilla di un’idea. L’anno è il 1902, l’artefice si chiama Giulio Ferrari, il palcoscenico è il Trentino, l’elemento è la vigna. In una piccola cantina a pochi passi dal Duomo di Trento, Giulio Ferrari intuisce che la sua terra ha una vocazione straordinaria per la produzione delle bollicine più nobili e sulla spinta di questa certezza insegue una sfida, all’apparenza folle: creare in Trentino un vino capace di confrontarsi con il migliore champagne.

Giulio Ferrari è un pioniere e dalla sua “visione” ha inizio una storia imprenditoriale italiana che merita di essere raccontata e vissuta nelle sue Eccellenze frutto del rispetto delle tradizioni con l’impegno delle innovazioni.

Guidato dalla passione Giulio Ferrari si specializza in enologia a Montpellier e nella Champagne, i luoghi del mito, l’università del vino. Tornato a Trento introduce e diffonde per primo il procedimento francese della seconda fermentazione in bottiglia, quella che dona il perlage.

E’ la poesia del cosiddetto metodo classico, l’invenzione delle “bollicine” made in Italy. Comincia a produrre poche, ma selezionatissime bottiglie di Chardonnay con un culto ossessivo per la qualità in ogni dettaglio.

Uve chardonnay e pinot nero coltivate in alta quota sulle montagne del Trentino: è la svolta, l’elemento di novità destinato a rafforzare il secolare legame tra vigna e territorio.

 

vigneti ferrari- vendemmia

In Trentino si fa vino da sempre: le prime testimonianze risalgono al 3.000 A.C.

Fondamentale nello sviluppo qualitativo dell’enologia del territorio è stato ed è l’Istituto Agrario di San Michele, oggi Fondazione Mach, fondato il 12 gennaio 1874.

La Dieta regionale tirolese di Innsbruck, che aveva acquistato il monastero di San Michele e i relativi beni, deliberò infatti di attivare a San Michele all’Adige una scuola agraria, con annessa stazione sperimentale, per contribuire alla rinascita dell’agricoltura nel Tirolo.

L’attività della nuova istituzione iniziò nell’autunno dello stesso anno con Edmund Mach come primo direttore.

Sulla scorta di questi illustri capisaldi storici come assicurare continuità al sogno?

Giulio Ferrari, non avendo eredi, cerca qualcuno a cui affidare la ragione della sua vita, qualcuno di speciale animato da passione febbrile, lungimiranza e dedizione.

Tra i tanti pretendenti sceglie, come suo successore, Bruno Lunelli titolare di un’enoteca a Trento.

Il 1952 è una data cruciale nella vicenda Ferrari.

L’anno dell’incontro tra due uomini mossi dalla speranza, il sentimento che in quel periodo anima la collettività italiana appena emersa dagli orrori della guerra.

 

 

Sono i tempi del ‘rinascimento economico’ che nel volgere di pochi anni proietterà l’Italia nel gotha delle potenze occidentali. Bruno si indebita fino al collo per rilevare la piccola cantina: 30 milioni di lire per un francobollo di vigna e 10 mila bottiglie l’anno.

Non retrocede mai, attraversa fino in fondo la sua sofferenza, riesce a dargli un senso e a renderla viva d’amore.

Anche quando la paura sembra vincerlo, quando le energie gli vengono meno, c’è sempre l’obiettivo finale a guidarlo e a sostenerlo: la forza del progetto.

 

LA FAMIGLIA LUNELLI NEL GRANDE PALCOSCENICO MONDIALE   alessandro-franco-gino-camilla-matteo-mauro-marcello lunelli

Da quel momento inizia la storia di casa Ferrari sotto la guida della Famiglia Lunelli. Bruno fa crescere la produzione senza mai scendere a compromessi con la qualità. Trasmette la passione ai suoi figli.

E sono proprio Gino, Franco e Mauro che nei favolosi anni ’80 fanno diventare il Ferrari il brindisi italiano per eccellenza.

Nel 1993 – altro passaggio fondamentale – nasce la Doc Trento.

 

Seguono le stagioni del consolidamento e dello sviluppo.

Nel 2007 viene creato il marchio TrentoDoc che riunisce oltre 40 aziende spumantistiche, espressione di una denominazione che territorialmente è costituita dalle aree vocate alla viticoltura della provincia di Trento.

Produzione di circa 8 milioni di bottiglie di spumante Metodo Classico, utilizzando in prevalenza uve Chardonnay, ma anche Pinot Bianco, Pinot Nero e Pinot Meunier.

Il Ferrari, sulla scorta di un qualificato palmares, acquista anno dopo anno prestigio e riconoscimenti.

 

Dietro il successo della storica cantina trentina c’è dunque una famiglia, i Lunelli appunto, giunti con Matteo, Alessandro, con la cugina Camilla che si occupa della comunicazione globale e con l’altro cugino Marcello, direttore tecnico, alla terza generazione, evento peraltro rarissimo nel panorama italiano delle aziende a conduzione familiare.

Lo dicono i dati: tendenzialmente il 70% delle aziende che arrivano alla terza generazione chiudono.

Nel caso dei Lunelli, al contrario, proprio il fattore familiare si è trasformato da limite storico a valore aggiunto grazie, innanzitutto, alla solida formazione accademica, culturale e professionale dei nuovi alfieri.

La terza generazione della famiglia Lunelli mantiene vivo il sogno Ferrari guidando l’azienda con l’obiettivo di innovare nel solco della tradizione, portando Ferrari nel mondo quale ambasciatore dell’Arte di Vivere Italiana.

 

INDISCUTIBILE ECCELLENZA

Tra le manifestazioni più scintillanti dell’arte di vivere italiana, la naturale eleganza Ferrari è un’icona di stile che conquista al primo sorso. Nasce nei vigneti di montagna e si perfeziona in cantina secondo il disciplinare TrentoDoc.

Ricerca dell’eccellenza, agricoltura sostenibile di montagna, conversione al biologico e gestione delle complessità, coinvolgono sia i dipendenti, sia tutte le famiglie di vignaioli.

In questo ambito il Gruppo Lunelli è impegnato in una costante formazione rivolta ai conferenti di uva che hanno sposato, nel corso degli anni, la strada maestra tracciata dalla maison: lezioni teoriche, durante l’inverno, per insegnare i metodi di produzione di uva base chardonnay, attività completamente diversa rispetto alla produzione di uve per vini fermi.

 

Un percorso dinamico dove la riscoperta dell’antico uso della prima fermentazione in legno adottata nel Ferrari Riserva Lunelli (etichetta di punta e marchio al top degli spumanti italiani, tra i più agguerriti e soprattutto dotati per fare concorrenza agli champagne francesi), si intreccia con l’innovazione applicata al fronte, in costante espansione, dell’agricoltura biologica, integrata e sostenibile.

Oggi i vigneti di proprietà, sia delle Cantine Ferrari che delle Tenute Lunelli, sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura biologica, in parte già certificati e in parte in conversione, e le 500 famiglie conferenti di uva si attengono alle indicazioni del “Vigneto Ferrari”.

 

E’, questo, un rigido protocollo certificato CSQA volto a creare e a diffondere una nuova cultura del lavoro in vigna, basato su elementi naturali e metodi sostenibili, che reintroduce alcune pratiche agronomiche tradizionali come il sovescio (la pratica agronomica consistente nell’interramento di apposite colture allo scopo di mantenere o aumentare la fertilità del terreno) ed elimina invece i concimi chimici.

La filosofia del Gruppo viene così declinata in un concetto: l’agricoltore, prima di essere un fornitore di prodotto, è il custode supremo del territorio.

 

RISPETTO PER LA NATURA, L’UOMO E ATTENZIONE PER L’AMBIENTE

È stato in questo momento che l’azienda ha iniziato un percorso di nuova consapevolezza decidendo di avvicinarsi alla coltivazione biologica.

Questo percorso è stato sia tecnico che umano e ovviamente ha coinvolto tutti gli attori impegnati nelle Cantine Ferrari.

«Negli anni abbiamo convinto sempre più viticoltori a passare al metodo biologico del resto questa tecnica ha solo aspetti positivi, come il totale divieto dell’uso di concimi chimici, antiparassitari chimicamente sintetizzati e diserbanti. Noi abbiamo convertito tutto a prodotti naturali per migliorare la fertilità del terreno e incrementare quel genius loci che fa del Trentino un luogo unico.»

 

Ci è stato spiegato che questo percorso ha fatto sì che tra le vigne arrivassero nuove tecniche come il sovescio, la semina di determinate essenze nel vigneto per incrementare la fertilità del terreno attraverso un apporto naturale di sostanze organiche.

Inoltre «abbiamo impiegato anche la confusione sessuale, cioè impedire l’unione di maschio e femmina di una farfallina in grado di danneggiare le vigne, evitando l’impiego di prodotti che possono danneggiare altri insetti.»

 

PUNTARE TUTTO SULLA BIODIVERSITA’

Ad oggi il 70% di tutta l’uva che viene lavorata nelle cantine Ferrari «è già biologica o sta compiendo l’iter per diventarlo

La soddisfazione per questa scelta sta nel fatto che il mercato non ha forzato le Cantine Ferrari in quella direzione, è stata piuttosto una scelta spontanea, perché sono le aziende agricole per prime a dover custodire l’ambiente.

Nel 2015 la cantina ha ricevuto la certificazione biodiversity friend, ulteriore segnale dell’attenzione per l’ambiente dice Marcello Lunelli tecnico dell’azienda.

La sfida che abbraccia l’azienda è cambiare «tutto» senza cambiare la qualità dei prodotti che l’hanno fatta conoscere in tutto il mondo. Per fare questo «abbiamo cercato di eliminare tutte le pratiche enologiche passate che potevano ridurre la naturalità e le potenzialità dell’uva in vigneto. Adesso cerchiamo di far trasparire questa qualità direttamente in bottiglia. Non c’è più nessuna componente chimica, ma solo lavorazioni fisiche, perché crediamo che sia questo il futuro.»

 

Il Trentino crede in questa idea, del resto il 10% della superficie vitata è già certificata come biologica.

Una buona percentuale che però può ancora aumentare, con la consapevolezza che questo modo di fare ha dei vantaggi a lungo termine, creando un territorio che risponde pienamente alle nuove esigenze del consumatore.

COMUNICARE E’ LA PAROLA D’ORDINE

L’altra sfida in cui si trova impegnata l’azienda è come comunicare le novità, i cambiamenti e le scelte virtuose che le Cantine Ferrari intraprendono quotidianamente. «Ci siamo sempre ispirati al dire la verità e dire le cose che si fanno e che funzionano. Non grandi annunci di progetti, ma progetti sviluppati che vengono riconosciuti da certificazioni e riconoscimenti esterni.»

 

«Simbolo dello stile di vita italiano, è questo il messaggio che vogliamo dare al mondo. Uno stile che deve essere il frutto di una tradizione, la nostra storia, ma anche di un’innovazione, che per noi non è solo nelle tecniche di comunicazione, dei social, ma anche nel dare nuovi contenuti che siano al passo con i tempi.»

Marcello Lunelli è convinto che cambiare in senso positivo il destino del nostro territorio sia un dovere non solo per la sua generazione, ma anche per quelle future. Questo è il vino delle Cantine Ferrari: un momento di gioia e spensieratezza, senza voltare le spalle alle responsabilità verso il territorio del Trentino.

 

GIULIO FERRARI RISERVA DEL FONDATORE 2008 TRENTODOC

Icona per eccellenza delle bollicine italiane, il Giulio Ferrari è un fuoriclasse capace di vincere la sfida contro il tempo.

È un Trentodoc ottenuto dalle migliori uve Chardonnay provenienti dai vigneti della famiglia Lunelli alle pendici dei monti che incorniciano Trento, fino a 600 metri di altitudine.

Affina sui lieviti per oltre 10 anni acquisendo grande complessità ma mantenendo al tempo stesso equilibrio, freschezza ed eleganza. È consacrato da un susseguirsi ininterrotto di premi e riconoscimenti in Italia, dove ha conquistato più di venti volte i “Tre bicchieri” del Gambero Rosso, e all’estero, dove ha ottenuto i massimi punteggi delle più autorevoli riviste di settore fra cui 98/100 da Decanter e 97/100 da Wine Advocate.

 

Annata 2008

Il 2008 è stato un anno caratterizzato da temperature e piovosità di sopra delle medie di stagione.

Le precipitazioni sono state particolarmente intense nel periodo primaverile e all’inizio dell’estate, rendendo impegnativa la campagna fitosanitaria. In agosto il tempo stabile e soleggiato ha consentito una buona maturazione delle uve, unita a un profilo aromatico molto interessante.

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Incantevole il suo aspetto visivo che evidenzia una tonalità giallo oro attraversata lentamente da un perlage finissimo e molto persistente una volta raggiunta la superficie del calice. Il suo esordio olfattivo mette in risalto un caleidoscopio di profumi che partono dall’albicocca e l’ananas per arrivare al miele, dalla torta di mele appena sfornata alla cannella, per giungere a ricordi burrosi e di erbe di montagna con la successiva ossigenazione nel calice. L’ingresso in bocca stupisce per l’incredibile ricchezza degli aromi e la delicatezza della bollicina, che accarezza e avvolge il palato grazie a una freschezza perfettamente integrata. Il finale è sapido e lunghissimo. Un vino sfaccettato, nobile e appagante.

 

FERRARI MAXIMUM ROSÉ

Dal colore rosa di un bocciolo appena sbocciato. Al naso sentori di brioche, fragole e un accenno di funghi. Molto secco, con una fresca acidità e una concentrazione di profumi di prugna rossa, lampone e pasta frolla con una nota finale che persiste in bocca. Prodotto eccezionale”. Ricco e avvolgente, è ideale per l’aperitivo o a tutto pasto. Ben si accompagna a un’ampia gamma di proposte gastronomiche.  denominazione TRENTODOC

 Uve: di Pinot Nero 70% e Chardonnay 30%, raccolte con vendemmia manuale nella prima metà di settembre.

Maturazione: Oltre 30 mesi sui lieviti selezionati in proprie colture.

Area di produzione: Vigneti alle pendici dei monti del Trentino a 300-600 metri ed esposti a sud-est e sud-ovest.

 Gradazione alcolica 12.5% vol.

Prima annata di produzione 2002

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE

 Esame visivo Elegante rosa antico.

Olfattivo Ampio e complesso con note agrumate, di ananas, pera, mela verde, pesca, piccoli fiori di campo e minerali.

Gustativo ricco e avvolgente con finale di notevole persistenza segnato da delicati sentori di lievito.

 

FERRARI PERLÉ NERO RISERVA

La sfida del Pinot Nero in purezza per il primo e unico Blanc de Noirs di Casa Ferrari: un millesimato frutto di quarant’anni di ricerca, creato con le uve selezionate nei migliori vigneti di proprietà, alle pendici dei monti del Trentino.  Straordinariamente diverso e orgogliosamente unico.  denominazione TRENTODOC

Uve Accurata selezione di sole uve Pinot Nero, raccolte con vendemmia manuale a metà settembre.

Maturazione Almeno 6 anni sui lieviti selezionati in proprie colture.

 Area di produzione Vigneti di proprietà della famiglia Lunelli coltivati nelle zone più alte all’interno delle aziende agricole di Villa Margon, Maso Orsi e Maso Valli, a oltre 400 metri.

 Gradazione alcolica 12.5% vol.

 Prima annata di produzione 2002

 

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Esame visivo Dorato e brillante. Il perlage è finissimo e persistente

Olfattivo Materico, ricco e maturo: una gamma olfattiva di grande complessità che spazia dal fruttato al minerale, fino al tostato.

Gustativo Un grande vino dalla personalità certa, di rara complessità, in perfetto equilibrio tra note fruttate e tostate, completato da un’intrigante sapidità. Al palato, l’elegante cremosità sa sorprendere in un dinamismo che culmina in un finale avvolgente e maestoso.

 

FERRARI MAXIMUM BLANC DE BLANCS

Trentodoc di grande personalità, si caratterizza per freschezza, fragranza e finezza, dedicato alla ristorazione e ai migliori locali di tendenza.  denominazione TRENTODOC

 Uve: Accurata selezione di sole uve Chardonnay, raccolte con vendemmia manuale prima metà di settembre.

Maturazione: Oltre 30 mesi sui lieviti selezionati in proprie colture.

Area di produzione Vigneti alle pendici dei monti del Trentino a 300-600 metri ed esposti a sud-est e sud-ovest.

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE

 

Esame visivo Giallo paglierino luminoso.

Olfattivo Di grande intensità con note di frutta matura, in cui si riconoscono sentori di crosta di pane e nocciola.

Gustativo Fresco e di grande finezza, rende il sorso invitante ed appagante. Il finale regala sfumature di agrumi e sensazioni minerali.

Gradazione alcolica 12.5% vol.

Prima annata di produzione 1991

LE MIE CONCLUSIONI

Cari miei avventurieri…Da VERO italiano DOC non posso che amare nel bene e nel male la Ferrari di Maranello che ci ha fatto diventare GRANDI nell’ Italian Style in tutto il pianeta Terra!

Come un segnale divino bere spumanti FERRARI e godere di questi spumanti al Top della classifica mondiale è come andare su una monoposto Ferrari di Formula Uno!…si rimane senza parole dalla qualità e dalla varietà del gusto e da quanta bellezza può trasformarsi una bollicina!

Queste bollicine lunghe e persistenti come se fossero delle perle marine preziose da bere soavemente le consiglio vivamente a tutti voi e apprezzarle nelle occasioni speciali.

Gli spumanti Ferrari nelle varie tipologie per costi sono abbordabili per tutte le tasche!….Credetemi …portare uno champagne è una brutta abitudine, ma portare una bottiglia di FERRARI Italianissimo ad un evento con amici, cene od eventi di rappresentanza farà figurare l’occasione importante ed esclusiva e credo che sia l’inevitabile inizio e conclusione di fine convivio!….

Non è mio stile dilungarmi in parole che sarebbero inutili ma se non gustate queste preziose bollicine italiane per verificare quanto avete letto createvi nei prossimi giorni ed in avvenire un’occasione e avrete le risposte alle vostre curiosità e sarete ottimamente appagati! Alla prossima avventura con i vini della tenuta Ferrari … Cin…Cin a tutti!

 

 


 

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Cin-Cin!

 

 

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