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ZAGARO

“Storia di un Amaro Frutto di un Mito Secolare” 

La storia di Zagaro ha inizio con una ricetta di famiglia tramandata naturalmente da generazioni di padre in figlio frutto di 150 anni di esperienza nel mondo della distillazione!… e con un racconto magico, avvincente e misterioso, che qualcuno ha saputo catturare in una sera qualunque d’estate, quando seduti attorno ad una tavola preparata per la cena, l’ormai ottantenne Giuseppe Russo raccontava ai nipotini curiosi di sentire i ricordi dell’infanzia del nonno, la storia del suo paese, di quando era piccolo e di Zagaro…

Anna Maugeri Russo “La Rivoluzionaria” della distilleria f.lli Russo tiene “Affettuosamente” in braccio il nuovo amaro! 

Era la Sicilia degli agrumeti, distese sconfinate di Arance, Mandarini e Limoni e un giovanotto, bello come nessun altro, che aveva gli occhi del mare e la pelle ambrata per il sole cocente di giornate intere trascorse a raccogliere agrumi, faceva innamorare le ragazze del paese…Quale fosse il nome vero di questo giovanotto che aveva un fascino che era un misto di bellezza, mistero e seduzione, nessuno, nemmeno chi lo racconta, lo ricorda. Zagaro era ‘ngiuriato un “soprannome” dato dalla gente del paeseforse perchè le mani e la pelle di quest’uomo che lavorava per intere giornate gli agrumi e che probabilmente aveva all’epoca poco più di vent’anni, sapevano di Zagara e quel profumo era ormai cosa inconfondibilmente sprigionato dal suo corpo da rappresentarne quasi l’ essenza profonda, la sua identità ..Ma Zagaro non lo si immagini come un seduttore crudele di una Sicilia d’altri tempi, Zagaro era la seduzione stessa e si racconta che le ragazze ad una certa

ora al calar del sole, quando dagli agrumeti si ritornava, aspettassero, affacciate sulle soglie delle porte, di incrociarne lo sguardo per vivere la magia di esserne rapiti… dagli occhi, da quel mistero e dal suo profumo, il profumo di Zagaro…
Poi un giorno il suo giovane cuore si ferma tra quegli alberi di agrumi in una giornata calda di Agosto e la sua storia, affascinante proprio perchè quel giovanotto non ha un nome e forse nemmeno un luogo dove riposare in eterno, scomparve nel nulla e divenne un racconto…
Zagaro oggi ha il nome di un Amaro che delle arance e dei mandarini raccoglie i profumi e le magie… in un’esperienza sensoriale unica e indescrivibile, capace di coinvolgere tutti i sensi e di ammaliare. Una sinestesia magica potrebbe dirsi, che derivando dal coinvolgimento non solo del gusto, ma di ogni senso, ha la pretesa di avere la forza stessa di un racconto, ricreando un’atmosfera che non ha più un fascino che non può essere solo un canone estetico, ma che ha esso stesso un concetto. Il Mediterraneo è un concetto che qualcuno dopo tanti anni, in una serata qualunque d’estate trascorsa raccontando di una Sicilia che non c’è attorno ad una tavola imbandita per la cena…, ha deciso di catturare perchè diventasse magia…per sempre.

“Il Mito” Zagaro

“Era beddu u picciottu.Aveva appena cugghiutu aranci e mannarini e passannu lassava ‘nciuaru ca non si scorda e cori nnammurati.
Era Zagaro, u figghiu masculuu cchiu beddu do paisi…”

Distillerie dell’Etna dei F.lli Russo srl

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