Storia di Babbo Natale e del Vino

Club del Vino è un Market Place per vendere e comprare Vino. Ma è anche un Blog collaborativo per condividere esperienze e passioni per il nettare di Bacco.

Molte storie e leggende sono state scritte sull’origine di Babbo Natale…più o meno verosimili.

Dopo una bella dose di un ottimo Vino Primitivo di Manduria, noi scegliamo di raccontare quella per noi più intrigante..risultato di una ricerca fra web e anima, fra storia e immaginazione….tipico blend di razionalità e creatività che solo un buon Primitivo può dare.

La leggenda associa la figura  di San Nicola a Babbo Natale

“Era una fredda notte d’inverno, fra gli anni 243 e 366 dopo Cristo, quando nell’antica Roma imperiale, amici e parenti si scambiavano le prime “stranae” per festeggiare il “dies natalis”.

Agli auguri di buona salute, si accompagnarono presto ricchi cesti di frutta e dolciumi, e poi doni di ogni tipo, perché la nascita di Gesù e, insieme l’anniversario dell’ascesa al trono dell’Imperatore, divenissero il simbolo di una prosperità che avrebbe dovuto protrarsi per l’intero anno.

Ma la storia di Babbo Natale da dove comincia?

Pare che abbia avuto inizio circa millesettecento anni fa in Licia, in Medio Oriente, vicino alle coste dell’attuale Turchia.

Un giovane di nome Nicola, orfano di una famiglia molto ricca, venne portato in un monastero per essere educato da prete.

Il giovane vi trascorse la giovinezza e quando uscì divenne vescovo di Myra.

Donò tutte le proprie ricchezze ai poveri (in particolare adorava fare felici i bambini offrendo loro regali). Da allora dedicò la sua vita ad aiutare il prossimo.

Un giorno Nicola intervenne a sal­vare tre innocenti dalla decapitazione, fermando la spada del carnefice. Da qualche tempo però, nel mondo cristiano la parola innocenti veniva spesso usata come equivalente di bambini (pueri). Questo fatto alimentò l’amore leggendario di San Nicola per i bambini.

Si diceva poi che Nicola fosse in grado di compiere miracoli e portasse sempre in salvo le imbarcazioni che si perdevano nelle tempeste.

Alla morte, Nicola divenne il Santo Protettore dei Marinai

L’incredibile fama di Nicola, divenuto intanto Santo, si diffuse presto per terre e per mari tanto che un gruppo di cavalieri italiani, travestiti da mercanti, nel 1087, trafugò le sue spoglie per portarle a Bari per proteggere i marina della città.

Probabilmente fu Papa Gregorio VII a dare l’ordine di trafugare le spoglie perchè, secondo altre leggende, San Nicola sarebbe entrato in possesso di un oggetto mitico: il Sacro Graal.

A Bari gli fu costruita una stupenda Basilica che divenne poi luogo di pellegrinaggio per i cristiani da tutta Europa e Asia Minore.

A Bari, nella Basilica di San Nicola sono tutt’ora conservate le spoglie e San Nicole è il Santo Protettore di Bari.



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San Nicola protettore delle prostitute

La più famosa leggenda della vita del Santo fu narrata per la prima volta dal greco Archimandrita (sec. IX) e ricordata nel Purgatorio di Dante (XX, 31-33)

Racconta di un nobiluomo caduto in disgrazia che si disperava per la sorte delle sue tre giovani figlie per le quali non aveva una dote disponibile.

Nicola volle aiutare la famiglia e, per tre notti consecutive, gettò dentro la finestra del loro castello tre sacchi pieni di monete d’oro.

La terza notte trovando chiuse tutte le finestre, Nicola fu costretto ad arrampicarsi sul tetto per calare le monete giù dal comignolo.

L’oro, cadendo, si infilò nelle calze delle fanciulle appese ad asciugare vicino al camino.

Da allora è rimasta la tradizione di appendere calze la notte di Natale per ritrovarle colme di doni la mattina dopo !

Con il diffondersi di questa leggenda nei secoli, San Nicola divenne anche il protettore delle prostitute.

….ma che centra la Notte di Natale??

San Nicola e Gesù Bambino

Per tanti anni la notte dei doni venne identificata con il 6 dicembre, giorno della nascita del Santo.

La leggenda narra che in questo giorno il vecchio vescovo gira in groppa ad un asinello per portare regali ai bambini.

Invece a Bari il giorno di San Nicola si festeggia il 9 maggio, data in cui arrivò a Bari la caravella con le reliquie del santo.

Durante la riforma protestante le figure dei Santi persero gran parte del fascino che esercitavano sulla gente.

I Santi non furono più in auge in Europa.

Ma ci voleva qualcuno che prendesse il posto di S. Nicola e distribuisse i doni a Natale.

Cominciò a diffondersi la voce che a portare i doni fosse il bambino Gesú stesso, grazie all’aiuto di un misterioso vecchietto vestito con abiti vescovili.

In Inghilterra un allegro vecchio personaggio dei giuochi dei bambini, noto come Father Christmas (Babbo Natale), ne assunse il compito.

In alcuni paesi, ad esempio in Olanda e Germania, si dice addirittura che al vecchio e al Bambino si siano uniti uno o più gnomi o folletti vestiti di pellicce e muniti di un grosso libro nero e di una frusta da usare per punire i bambini che si sono comportati male durante l’anno!

Il più noto di questi elfi è Pietro il Nero dal quale probabilmente viene il mito dell’uomo nero che ha terrorizzato i bambini in tutto il mondo.

… Ma da dove vengono le renne e la slitta di Babbo Natale?



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San Nicola va in America e diventa Babbo Natale

Furono proprio gli emigranti olandesi quando fondarono New Amsterdam, l’odierna New York, a portare il nome di San Nicola fino in America.

Infatti, a proteggere i marinai che salparono verso il Nuovo Continente, sulla prua di una nave c’era proprio l’immagine di San Nicola (Sinter Klaas) con in bocca una lunga pipa olandese.

La figura del Sant’uomo piacque anche ai coloni inglesi e nel 1809 Washigton Irving pubblicò un libro, “Una storia di New York”, in cui si burlava delle tradizioni olandesi.

Nel libro parlava di “Sancte Claus” (Sinter Klaas), un vescovo in miniatura che la notte di Natale cavalcava nei cieli, su un cavallo bianco, per portare i suoi doni ai bambini.

Nel 1921 tal William Gilley, pubblicò un poemetto in cui “Santeclaus“, vestito di pellicce, guidava invece una slitta trainata da una renna.

Nelle sette strofe della sua poesia, si parla di un uomo che porta doni ai bambini.

Questo uomo era Santa Claus, o Santeclaus, ed il suo nome apparva quindi nel libro.

Questo Santo andava su una slitta trascinata da una renna. Ecco la poesia con la traduzione:

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A New Year’s Present

Through many houses he has been,

And various beds and stockings seen,

Some, white as snow, and neatly mended,

Others, that seem’d for pigs intended.

Where e’er I found good girls or boys,

That hated quarrels, strife and noise,

I left an apple, or a tart,

Or wooded gun, or painted cart.

To some I gave a pretty doll,

To some a peg-top, or a ball,

No crackers, cannons, squibs, or rockets,

To blow their eyes up, or their pockets.

Old Santeclaus with much delight

His reindeer drives this frosty night.

O’er chimneytops, and tracks of snow,

To bring his yearly gifts to you.

The steady friend of virtuous youth,

The friend of duty, and of truth,

Each Christmas eve he joys to come

Where love and peace have made their home.

No drums to stun their Mother’s ear,

Nor swords to make their sisters fear;

But pretty books to store their mind

With knowledge of each various kind.

But where I found the children naughty,

Manners rude, in temper haughty,

Thankless to parents, liars, swearers,

Boxers, or cheats, or base take-bearers.

I left a long black, birchen rod,

Such as the dread command of God,

Directs a Parent’s hand to use,

When virtue’s path his sons refuse.

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Un Regalo per l’Anno Nuovo

In molte case è stato,

E vari letti e calze ha visti,

Alcuni bianchi come la neve, e ben cuciti,

Altri che sembravano destinai ai porci

Dovunque trovasse buone ragazze o ragazzi,

Che odiavano liti, conflitti e confusione,

Ha lasciato una mela o una torta,

O una pistola di legno, o un carrello verniciato.

Ad alcune ha dato una bella bambola,

Ad alcuni una trottola, o una palla,

Nessun razzo, cannone, petardo o dinamite,

Per far saltare i loro occhi, o le loro tasche.

Vecchio Santeclaus, con molto piacere

La sua renna lo conduce in questa notte gelida.

Su comignoli, e tracce di neve,

Per portare i suoi doni dell’anno a te.

L’amico costante di una gioventù virtuosa,

L’amico del dovere e della verità,

Ogni notte di Natale viene con gioia

Dove l’amore e la pace hanno fatto casa.

Non ci sono tamburi per stordire l’orecchio della loro madre,

Né spade per spaventare le sorelle;

Ma libri per avere cura della loro mente

Con conoscenza di ogni genere.

Ma dove ha trovato i bambini cattivi,

Maleducati e altezzosi,

Ingrati ai genitori, bugiardi, irrequieti,

capricciosi, o ingannatori, o monelli.

Ha lasciato un bastone di betulla

Come l’ordine del timore di Dio,

Perchè i genitori possano usarlo

Quando la virtù i suoi figli rifiuteranno.

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Poco dopo, nel 1923, Clement Clarke Moore scrisse un altro componimento che cominciava con le parole “Era la vigilia di Natale…”.

In esso un piccolo, vecchio uomo sfrecciava per i cieli su una minuscola slitta trainata da otto renne ed entrava nelle case attraverso il camino per colmare le calze di giocattoli.

In questa storia le renne hanno anche un nome:

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A Visit from St. Nicholas

Twas the night before Christmas

“all through”; “all snug”; “dressed all in fur”; “all tarnish’d”

all snug

Not a creature was stirring, not even a mouse

The stockings were hung;

And filled all the stockings

visions of sugar-plums danced in their heads

And Mama in her ‘kerchief, and I in my cap

Had just settled our brains for a long winter’s nap

 . . . a clatter,  . . . matter

Away to the window I flew like a flash

The moon on the breast of the new-fallen snow,

Gave the lustre of mid‑day to objects below

what to my wondering eyes should appear

a miniature sleigh, and eight tiny rein‑deer

More rapid than eagles his coursers they came”; “the coursers they flew

Now, Dasher!;

Now dash away! dash away! dash away all!

now, Dancer!

now, Prancer!;

The prancing and pawing of each little hoof

On, Comet!

on, Cupid!

on, Donder and Blitzen!

mount to the sky

the sleigh full of Toys, and St. Nicholas too.

His eyes—how they twinkled! his dimples how merry!

His cheeks were like roses, his nose like a cherry!

droll little mouth

the smoke it encircled his head like a wreath;

a right jolly old elf

in spite of myself

A wink of his eye

nothing to dread

And laying his finger aside of his nose

ere he drove out of sight

‘to all a good night’

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Una visita da San Nicola

Era la vigilia di Natale

“consumata”; “raccolta”, “vestita di pelliccia”, “sporca”

tutto raccolta.

 Non una creatura si muoveva, neanche un topo

Le calze erano appese;

E piene tutte le calze;

visioni di confetti danzavano sulle loro sommità

E la mamma nel suo fazzoletto, e io nel mio berretto

Avevamo appena coricato le nostre menti per riposare un lungo inverno

 . . . un rumore,. . . qualcosa…

 Via alla finestra sono volato come un lampo

La luna sul petto della neve appena caduta,

offriva il lustro di mezzogiorno agli oggetti di sotto

quello che ai miei occhi meravigliati apparì

una slitta in miniatura, e otto piccole renne

Più rapida delle aquile, queste frecce sono venute;

“Le frecce volavano Ora,

(Dasher) Saetta!;

Ora saetta via! saetta via! saetta via!

ora,  (Dance) Ballerino! ora, (Saltello) Prancer !;

saltando e scalpitando con ogni piccolo zoccolo

vai, Cometa!

vai, Cupido!

vai, (Donder) Campanella e (Blitzen) Improvviso!

salite al cielo

con la slitta piena di giocattoli, e con San Nicola.

I suoi occhi, come brillavano! le sue fossette come erano allegre!

Le sue guance erano come  rose, il naso come una ciliegia!

Piccola bocca buffa

il fumo che circondava la sua testa come una corona;

un allegro vecchio folletto

nonostante il mio carattere

il suo occhio che ammicca

nulla da temere

E posando il dito al lato del suo naso

prima di andare via,

‘A tutti una buona notte’

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Questi autori, con i loro scritti, ebbero così l’effetto di donare ufficialmente alla figura di San Nicola la cittadinanza americana.

Nel diciannovesimo secolo Santa Claus, divenuto oramai famoso in America, veniva rappresentato come uno gnometto impellicciato o come un vecchio di normale statura – ora grasso ora magro – vestito di diversi colori.

Fu all’inizio degli anni ’30 che la Coca Cola, in cerca di nuove idee per promuovere la bevanda nei periodi invernali, assunse un celebre illustratore, Haddon Sundblom: fu lui a creare il primo disegno del moderno Santa Claus, il nostro Babbo Natale, vestendolo di bianco e rosso (e la scelta dei colori non fu casuale!) e facendone il delizioso e grasso vecchietto che noi tutti conosciamo…”

… Chissà se questa è la vera storia o una leggenda o solo un racconto inventato … ..ma che sia vera o no, ognuno può farla sua con l’aggiunta dei dettagli più graditi o semplicemente cambiarne il modo in cui di raccontarla ….perchè come dice Max Tooney ne “La leggenda del pianista sull’Oceano”:

non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla

E tu? hai qualche storia da raccontare post effetto Vino?

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