Benvenuto Brunello di Montalcino - Manifestazione nel Chiostro di Sant'Agostino

23 anni, Social Media Manager, comunicatore del vino con @italian_wines su Instagram, laureato in enologia e semplicemente amante del buon vino e delle eccellenze italiane.

Benvenuto Brunello e benvenuta Montalcino!

Nel 2018, ad esattamente 22 anni, posso finalmente dire di conoscere la zona del Brunello (e in generale di Montalcino) in maniera più approfondita.

Questo ovviamente non è dovuto solamente al fatto di aver assaggiato qualche Brunello durante la manifestazione, ma anche perché ho avuto l’opportunità di visitare la zona, scoprire alcune cantine e nuove realtà.

Ma di queste vi parlerò in maniera più approfondita nei prossimi articoli.

Organizzazione dell’evento

La manifestazione si è svolta nel Chiostro di Sant’Agostino, nel cuore di Montalcino, come gli scorsi anni.

Una location che ho visitato per la prima volta e di cui sono rimasto affascinato.

Curiosando, ho potuto ammirare le numerose opere d’arte presenti al suo interno.

I vini, collocati da protagonisti al centro del chiostro, sono stati serviti ai tavoli di assaggio nei primi giorni e ai banchi negli ultimi tre.

L’ unica nota leggermente stonata è stata, a mio giudizio, l’eccessiva vicinanza dei banchetti e la collocazione dei numeri su di essi.

È stato complicato capire se indicassero il banchetto di destra o di sinistra.

Ovviamente è una nota riservata a gente “distratta” come il sottoscritto, per gli altri operatori attenti non si poneva assolutamente questo problema.

Iniziando a curiosare tra i banchi

Appena iniziato ad assaggiare tra i banchi ho capito che, come in ogni zona vitivinicola, il terroir e l’esposizione sono determinanti.

In questo caso però varia e conta molto anche l’affinamento del vino.

Infatti la prima domanda fatta appena assaggiato il vino è stata:”questo vino fa botte grande o botte piccola?

Con botte grande si intende la classica botte da circa 120 ettolitri, mentre la botte piccola è una barrique da 225 litri o tonneaux da 500.

Questa domanda è posta poiché, come potete intuire dall’affinamento, il profilo organolettico e gustativo del vino possono cambiare.

Solitamente i vini affinati in botte grande hanno sentori fruttati più intensi al naso e una maggior acidità, quindi freschezza in bocca.

Mentre per i vini che trascorrono l’affinamento in botte piccola si profila anche un naso con note speziate dolci (ad esempio note vanigliate) e una bocca più morbida e pronta all’assaggio immediato.

Queste sono le indicazioni generali sui metodi di affinamento. Ci sono come sempre molte eccezioni e varianti che dipendono da numerosi fattori (passaggi e tostatura botti, qualità uve, ecc.).

 

cantina social e enoblogger

Qualche veloce nozione per capire meglio il Brunello

Per non dilungarci troppo sui metodi di produzione del Brunello mi limiterò a dire che, secondo il disciplinare, il famoso nettare di 100% Sangiovese deve passare un minimo di 2 anni di affinamento in legno di rovere e almeno 4 mesi in bottiglia.

L’immissione in commercio non deve avvenire prima dei 5 anni dalla vendemmia.

In questa edizione erano presenti quindi le annate del Brunello 2013.

Insieme al Brunello 2013 erano presenti in anteprima anche la Riserva 2012, il Rosso di Montalcino 2016, il Moscadello di Montalcino e i Sant’Antimo.

Del Rosso di Montalcino mi piace sottolineare che, nonostante sia inteso molte volte come il “fratello minore” del Brunello, se fatto con uve di qualità risulta comunque un vino complesso e molto piacevole.

Infatti il disciplinare prevede che sia fatto sempre con 100% Sangiovese, ma che possa già essere immesso al consumo a circa 1 anno dalla vendemmia.

Senza entrare troppo nel tecnico (non addentriamoci nel mondo dei polifenoli, ecc.) si riescono comunque ad ottenere vini con profumi fruttati, fragranti e con un buon corpo anche da una tipologia che non prevede lunghi invecchiamenti come il Brunello.

 

 

 

Vendemmia e annata 2017 appena conclusa

Come detto in precedenza, l’annata di presentazione del Brunello è la 2013. Ed è stata votata con 4 stelle su 5. Ma anche la recente del 2017 ha avuto la stessa valutazione.

Dal 1992 il Consorzio fa realizzare da un’artista una piastrella celebrativa su cui viene riportata l’annata di riferimento ed il numero di stelle assegnate.

Essa è creata ogni anno da personaggi del mondo dell’arte o dello spettacolo, sia italiani che stranieri.

Quest’anno, come ormai noto dalle cronache, è stato Sting a disegnarla.

 

Facciamo qualche premessa prima dell’elenco dei vini

Alla mia età posso tranquillamente affermare di dover scoprire ancora la maggior parte delle cantine e dei vini.

Nell’ultimo anno ho avuto però modo di conoscere sempre di più il Brunello nelle sue diverse sfumature.

E questa è stata un’altra occasione per approfondire tali conoscenze.

Purtroppo non ho avuto modo di sfruttare tutti i giorni della manifestazione.

Il motivo è che questo periodo coincide con quello della mia preparazione alla laurea in enologia che arriverà (si spera) a breve.

Perciò i vini che sto per indicare sono solo alcuni della miriade di grandi bottiglie che erano presenti al Benvenuto Brunello.

Altra precisazione da fare è che non darò punteggi, ma tenderò a descrivere il vino indicandone le caratteristiche che hanno spiccato.

I vini che elencherò sono quelli che, a mio parere, si sono distinti fra i tanti assaggi che ho fatto durante la manifestazione.

 

Brunello di Montalcino 2013

Cantina di Montalcino: ribes e note floreali al naso, vivace con buon corpo in bocca.

Capanna: fruttato intenso (mora, ciliegia) con note speziate dolci al naso, in bocca è pieno con buona acidità e un tannino ben integrato.

Col di Lamo: fruttato maturo (ciliegia) con note speziate, corposo e pieno in bocca, morbidezza e freschezza ben equilibrate.

Cortonesi Poggiarelli: profumi fruttati intensi con note di erbe aromatiche, pieno e strutturato in bocca, fresco e con un tannino ben inserito, lungo il finale.

Cupano: profumi frutta matura con note balsamiche, bocca elegante, fine e gustosa.

(Di Cupano ho provato anche la 2003, eccezionale nonostante l’annata!)

Il Poggione: aromi fruttati intensi (mora, mirtillo), bocca piena e fresca, tannino vibrante e finale piacevolmente lungo.

Mastrojanni: fruttato e speziato all’olfatto, pieno, potente e deciso ma equilibrato.

Pian delle Vigne: profumi fruttati (ribes, mora) e speziati (pepe nero), tannino integrato, fine e succoso in bocca.

Salvioni: un naso ampio ed elegante quanto la bocca, un vino eccezionalmente fine e già equilibrato.

Uccelliera: fruttato e floreale con note balsamiche al naso, corposo, intenso ma equilibrato in bocca con tannino vivace.

 

Considerazioni di fine giornata

Non ho molta esperienza nel giudicare l’annata del Brunello, ma da quello che ho assaggiato ritengo che la 2013 sia stata una buona annata.

Io sono ancora una new entry in questo mondo, e sono altre le attività sul vino a cui mi dedico solitamente, ma il tutto è confermato anche da giornalisti molto più autorevoli ed esperti di me.

Tra queste attività c’è quella di raccontare storie e curiosità sul vino e sulla cantina.

In questo caso posso dire che sono tante le storie affascinanti, e a tratti emozionanti, sentite ai banchi di aziende.

Partono magari dalla semplice scelta di un’etichetta, ed arrivano fino a mirate scelte e rischi aziendali nel tentativo di seguire le proprie idee.

Ogni cantina ha delle persone e dei racconti che vale la pena conoscere prima di assaggiarne i vini.

Per questo mi capita spesso di apprezzare di più il vino se assaggiato dopo una visita in cantina e dopo averne conosciuto il produttore.

Ad ogni modo, mi dedicherò a questi miei pensieri in un prossimo articolo (sì, dico sempre che dirò tutto nei prossimi articoli!).

Per ora mi limito a dire che è stata una fantastica esperienza, in una location suggestiva e con dei vini grandiosi.

 


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Cin-Cin!

 

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