Vista tenuta di castelbuono carapace

23 anni, Social Media Manager, comunicatore del vino con @italian_wines su Instagram, laureato in enologia e semplicemente amante del buon vino e delle eccellenze italiane.

Si sa, il Giulio, il Perlè e le altre bollicine della famiglia Lunelli (proprietaria di Ferrari Trento) hanno ormai conquistato il mondo.

Cosa ancora più difficile è stata il conquistare il pubblico italiano: oggi dal filosofico sommelier fino al semplice amante del buon bere sono riusciti a mettere tutti d’accordo.

Negli ultimi anni i Lunelli hanno acquisito due tenute “al sud” di Trento: Podernovo a Terricciola nella campagna toscana e la Tenuta di Castelbuono nel cuore dell’Umbria.

 

Carapace di castelbuono

 

Oggi vi parlo in particolare dei 3 giorni che la famiglia Lunelli ci ha fatto vivere alla scoperta del territorio, della tradizione e delle persone che ci sono dietro al Sagrantino di Montefalco.

Il viaggio è iniziato arrivando nel piccolo borgo di Montefalco, un minuscolo centro abitato di poche persone che ricorda molto i miei amati borghi toscani (con i vecchietti sulle panchine a scrutare meticolosamente ogni turista!).

Abbiamo alloggiato in uno splendido Hotel affacciato sulla Piazza del centro e ci siamo spostati per cena a Trevi nella Cucina di San Pietro a Pettine per la prima sera.

 

Chiesetta di San Pietro a Pettine

 

Qui abbiamo avuto la fortuna di andare per tartufi con un tartufaio che svolge questo mestiere da oltre 50 anni e che ci ha insegnato molto sulla tradizione del tartufo in Umbria.

Dopodiché c’è stata la cena nella tenuta: una magnifica terrazza con vista sulla campagna umbra arricchita dalle fresche e piacevoli bollicine Ferrari.

 

Tramonto Ferrari prima sera

 

Le eccellenze umbre a base di tartufo hanno reso la serata uno splendido inizio di questa avventura.

Il giorno seguente è arrivata finalmente la visita nella Tenuta Lunelli del Carapace: un’impressionante struttura di rame che si integra perfettamente nel paesaggio circostante.

 

Carapace

 

L’opera è stata realizzata sotto la guida del famoso scultore Arnaldo Pomodoro che in 6 anni alla guida di una vera e propria bottega rinascimentale ha dato vita a questa struttura.

Una cantina che regala emozioni, com’è successo al suo autore, Arnaldo Pomodoro: “Per la prima volta nella mia vita ho avuto l’emozione di poter camminare, parlare e bere all’interno di una mia opera”.

 

Sotto il carapace si trova il cuore pulsante ovvero la vera e propria cantina con una barricaia disposta in modo circolare e la zona dei tini in acciaio per le fermentazioni.

La filosofia dei Lunelli e del loro progetto Ferrari si avverte anche qui: la Tenuta di Castelbuono segue le pratiche del biologico e lo abbiamo notato direttamente in vigna con un entomologo che ha analizzato con noi la fauna del posto.

 

Vigneti delle Tenute Lunelli

 

Le linee guida dell’azienda stravolgono in un certo senso quella che è la tradizione del Sagrantino.

Il Sagrantino è sempre stato un vino chiuso, austero, da assaggiare dopo anni (meglio decenni) e non assicurava ugualmente sicurezze di una buona beva assente di tannini astringenti.

Qui al Carapace lavorano e affinano il Sagrantino per mantenere i profumi del frutto originario, allo stesso tempo lo rendono più pronto a un consumo “immediato” quindi per averlo già pronto da bere già dopo 2-3 anni.

 

Ferrari perlè

 

Tutto ciò però non significa che non riesca a sopportare un lungo invecchiamento (abbiamo assaggiato qualche annata più vecchia e regge benissimo!).

Rispetto molto questa scelta che a mio modo di vedere vuol dire adattarsi ai tempi moderni, tempi in cui i consumatori non vogliono comprare un vino oggi per berlo tra 10, 15 o 20 anni e non avere la sicurezza di trovarlo pronto.

Fra i vitigni che coltivano c’è anche il Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot che usano per il loro Montefalco Rosso e il Montefalco Rosso Riserva.

 

A concludere la visita un delizioso picnic con una vista mozzafiato sui loro vigneti e sulle loro colline.

 

Picnic carapace

 

La sera abbiamo avuto il piacere di conoscere Bevagna, un altro piccolo borgo medievale dove si è svolta un’accuratissima festa medievale che rievocava mestieri e ambienti del medioevo fin nei minimi dettagli.

Arrivati al nostro ultimo giorno e siamo ripartiti per tornare a casa con una breve, ma emozionante, sosta ad Assisi.

 

Assisi

 

Visitare la Basilica di San Francesco con il capo restauratore non è una cosa da tutti i giorni, siamo stati veramente toccati da questo mix di bellezze artistiche, spiritualità e amore delle persone verso questo posto.

 

Pensieri alla fine di queste giornate

Ci sarebbero molti pensieri da fare su esperienze del genere, possono partire dal vino, passare per la storia e la tradizione del territorio e arrivare volendo fino alla religione.

Oggi voglio soffermare sulla storia del Sagrantino: nato come il vino “del contadino” che veniva coltivano quindi da chiunque producesse vino da queste zone.

Vedere che adesso c’è sempre più attenzione da parte dei produttori dell’offrire un vino di alta qualità e sempre più interesse del consumatore verso il Sagrantino mi rende molto felice.

Sono molto contento proprio per il fatto che è un territorio che merita di essere scoperto e valorizzato grazie agli splendidi paesaggi che offre, ai prodotti enogastronomici di alta qualità e soprattutto per le persone che ci lavorano che ci mettono il cuore ogni giorno.

 


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Cin-Cin!

 

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