tenuta di trecciano sovicille

23 anni, Social Media Manager, comunicatore del vino con @italian_wines su Instagram, laureato in enologia e semplicemente amante del buon vino e delle eccellenze italiane.

 

 

Una valle situata a pochi km da Siena caratterizzata da una rara ed incontaminata area verde circondata da colline ricoperte di boschi che la proteggono.

Siamo a Sovicille e benvenuti nella Tenuta di Trecciano, una realtà vinicola che si estende in questa zona con i suoi 22 ettari complessivi di cui 15 impiantati a vigneto.

Immersi in edifici medievali come ville e casali qui il tempo sembra essersi fermato ed è qui che la famiglia Bonfanti ha deciso di produrre vino dal 2015 con la recente acquisizione.

 

Trecciano 1

 

La Tenuta 

In questa Tenuta è infatti possibile ammirare un vecchio monastero restaurato e messo a nuovo come residenza per la famiglia.

Ovviamente in questa Tenuta il vino è di casa e veniva già prodotto con la precedente proprietà dal 1978 ed oggi è ancora portato avanti in maniera eccellente con la famiglia Bonfanti che investe in questa terra e in questo territorio.

Ho avuto modo di visitare questa Tenuta poco tempo fa e sono rimasto sorpreso passeggiando in vigneto nel trovare molta terra rossa.

Barbara, la responsabile dell’accoglienza, mi spiega che è tipica di questo territorio e che sono suoli composti principalmente da limo e argilla e che questo colore rosso deriva dalla presenza di ferro, rame e bauxite nel suolo.

Questo tipo di terreno riesce ad immagazzinare bene le riserve idriche in inverno e le rilascia nella stagione calda, capacità sempre più utile considerando le ultime annate.

I vigneti sono tutti nella valle sopra la quale sorge la cantina e dove si coltiva principalmente Sangiovese insieme a varietà internazionali come Syrah, Cabernet Sauvignon e Merlot.

Dopo i vigneti siamo passati alla visita in cantina, momento che trovo sempre molto interessante per capire come opera e si organizza un’azienda a livello enologico.

Ho trovato una cantina ampia e spaziosa, con tini di acciaio, botti grandi di legno e barrique ben organizzate con ognuno la propria postazione in modo da svolgere lavoro e spostamenti nella maniera più pratica.

 

 

Trecciano 2

 

Il Sangiovese, un vitigno da utilizzare in purezza

Un fattore che ho trovato interessante e da sottolineare? Il fatto che sono una cantina che ha sempre voluto un Sangiovese in purezza per il Chianti e si nota il loro approccio su questo vitigno dall’affinamento.

Il Sangiovese è vinificato con un breve affinamento solo in tini di acciaio, il miglior modo per mantenere i profumi e i sapori fragranti di un Chianti Colli Senesi d’annata.

Per il Chianti Colli Senesi Riserva anche qui troviamo 100% Sangiovese affinato per 18 mesi in botti grandi di Rovere di Slavonia da 25 ettolitri che intervengono per rendere complesso il vino ma esaltandone le caratteristiche varietali e aggiungendo poco o niente a livello aromatico (a differenza della barrique).

A cosa servono quindi le barrique qui in azienda? Vengono utilizzate per l’affinamento delle varietà internazionali come il Merlot, Cabernet Sauvignon e Syrah utilizzati per i loro 2 Supertuscan: I Campacci e il Daniello.

 

Trecciano 3

 

Note di degustazione

Chianti Colli Senesi Docg 2017: annata che ha permesso di trovare profumi già maturi al naso come l’amarena ed un sorso piacevole con un tannino però ben presente tale da renderlo adatto anche per i secondi.

Chianti Colli Senesi Riserva Docg 2015: grande annata per il Sangiovese che si presenta con aromi fruttati (prugna, pepe nero) e terziari (tabacco) che aprono al gusto rotondo e ben bilanciato, il tannino anche qui ben presente ed amalgamato fa intuire che sarà un grande vino in evoluzione anche per i prossimi anni.

I Campacci Igt 2016: Merlot in purezza dai piacevoli aromi di frutta matura (prugna e ciliegia) e di vaniglia. Sul palato è pieno ed avvolgente come tipico del Merlot ma con una freschezza derivata dall’acidità e dal tannino vibrante che sono in linea con la filosofia aziendale di produrre vini che negli anni dimostreranno la loro migliore espressione di questo terroir.

Daniello Igt 2015: un blend di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Syrah a comporre questo fantastico SuperTuscan. Profumi di confetture e di speziatura dolce aprono al sorso potente ma bilanciato, una morbidezza equilibrata dall’acidità e dalla trama tannica che sulla falsa riga dell’altro SuperTuscan (I Campacci) permetterà fra qualche anno di godere ancor di più di quello che già oggi è un’eccellente prodotto.

 

Trecciano 4

 

Una bella storia da raccontare

La realtà di Trecciano non è la prima ne l’ultima che troveremo nel vasto territorio del Chianti, mi verrebbe da aggiungere “e meno male!”.

Il Chianti è pieno di piccole realtà che producono con attenzione vini di qualità che a mio avviso meritano di essere raccontate e con le quali sono felice di collaborare per veicolarne i messaggi.

La gioia da toscano è infatti nel riuscire a comunicare che il Chianti è un territorio vasto, con tante sottozone, con ognuna le proprie peculiarità e con altrettante cantine diverse tra loro sia nei prodotti che nel modo di produrli.

In questo mio viaggio ho infatti incontrato una realtà familiare, dove a lavorare sono quelle persone che mettono il cuore ogni giorno nel servire un’azienda che ha l’intento di realizzare i propri obiettivi in termini di vino e di promozione stessa del territorio.

Sono felice di aver contribuito con il mio lavoro a rendere ancor più visibile questo esempio di eccellenza che merita di essere conosciuta ed assaggiata attraverso un ottimo bicchiere di vino rosso da Sovicille.

 


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