Vino ne Il profumo del mosto selvatico

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Titolo Originale: A Walk in the Clouds

Genere: Commedia romantica

Regista: Alfonso Arau

Interpreti principali: Keanu Reeves, Aitana Sánchez-Gijón, Anthony Quinn, Giancarlo Giannini

Anno di produzione: 1995

Produzione: USA / Messico

Frase in evidenza: I didn’t know any other way to love, can you teach me? (non conoscevo nessun’altra forma di amare, mi puoi insegnare?)

Rating IMDB.com: 6,6/10

Rating MyMovies.it: 3,02/5

Il profumo del mosto selvatico (titolo originale: A walk in the Clouds), si può considerare un classico dei film di Keanu Reeves, anche se possiamo dire che non assistiamo qui alla migliore interpretazione dell’attore americano.

Come spesso accade nelle traduzioni dei film stranieri all’italiano, anche qui, nella traduzione. si perde il senso del titolo originale.

Infatti “A walk in the Clouds” si tradurrebbe come “Una camminata sulle  Nuvole”.

Il titolo originale si riferisce al vigneto dove si ambienta la storia (che si chiama “Las nubes”, le nuvole, in italiano).

Allo stesso tempo rappresenta la metafora del viaggio del soldato Paul (Keanu Reeves) che tornando dalla seconda guerra mondiale vive un idillio imprevisto con la messicana Victoria Aragon (Aitana Sánchez-Gijón).

Di fatto questa metafora è evidenziata in una frase detta da Paul ad un camionista che gli da un passaggio quando il soldato va via dal vigneto. Il camionista gli chiede: “cosa fa un soldato da queste parti?”: e lui risponde “Una camminata sulle nuvole”.

 

Il Vino nell'amore

 


Leggi anche: Il Bisbetico Domato


 

Come spesso accade nei film con il vino come protagonista, non c’è un riferimento esplici.

to al tipo di uva coltivata per la produzione del vino, e siccome non stiamo parlando di una coltivazione artigianale, ma di una produzione industriale, con tre generazioni di storia, sicuramente la famiglia padrona della vigna dovrebbe sentirsi orgogliosa non solo di produrre vino, ma anche del tipo di vino che produce. Ancora di più nel nostro caso in cui l’orgoglio messicano è enfatizzato dal carattere scontroso del padre di Victoria, interpretato da un verosimile Giancarlo Giannini.

Di fatto, la storia potrebbe svilupparsi in un ambiente completamente differente, in quanto il vigneto è usato per mettere in evidenza è la diversità culturale di una famiglia messicana ed un Americano doc, nell’America del periodo post seconda guerra mondiale.

Diciamo la verità, per questo fine sarebbe tranquillamente potuta essere una famiglia che produce tequila…:)

Ma chiaramente il Vino ed il suo mondo hanno un appeal molto più romantico, specialmente per ambientare storie d’amore da Blockbuster. Senza dimenticare le opportunità di fotografia che offre l’ambientazione di un vigneto in cima a una collina (per questo si chiama “Las Nubes”). E difatti la fotografia del film è molto bella, di grande qualità.

Comunque qualcosa la impariamo sul mondo del vino, della coltivazione dell’uva e della vendemmia, anche se con note che vengono prevalentemente dalla tradizione messicana.

Vediamo come il gelo può essere un problema per l’uva e como tradizionalmente ci si adoperava per il disgelamento della stessa, prima ne potesse errere compromessa di forma irrimediabile.

Assistiamo, durante la vendemmia, ad una gara a chi raccoglie più in fretta i grappoli d’uva e ne porta le casse piene al traguardo.

Vediamo la classica pigiatura dell’uva con i piedi, già resa celebre in Italia con il film di Adriano Celentano: Il Bisbetico Domato.

 

pigiatura dell'uva

 

Ma ci sarà ancora qualcuno opera la pigiatura con i piedi da qualche parte nel mondo? Magari solo per produzioni private o magari per divertimento? Se hai un esperienza del genere, condividila nel Club del Vino.

Assistiamo alla celebrazione della vendemmia con la classica unione fra sacro e profano dove in prete, dopo aver benedetto il raccolto, durante la messa assapora un calice di vino, che però qui non rappresenta il sangue di Cristo, ma semplicemente il prodotto del duro lavoro. Ed il prete non termina con un “Amen”, ma con un declamatorio “Excelente!”. Peraltro questa è l’unica scena di degustazione di Vino che assistiamo nel film. Invece non c’è nessun accenno a nessun tipo di tecnica di vinificazione.

amore in un vigneto

Altro elemento romantico nel film è l’attività di Paul come agente di vendita di cioccolatini, subito al rientro dalla guerra.

Paul va in giro per l’America con una scatola di cioccolatini. Non siamo esperti del mondo della cioccolata, ma sembra per lo meno strano che andare in giro con una sola scatola di cioccolatini (per altro ogni cioccolatino diverso dall’altro) possa essere sufficiente per generare un Business dalla sua piccola città di provincia.

Ma il cioccolatino ha un appeal romantico come il vino, quindi funziona alla perfezione per raccontare la storia.

Avremmo potuto vedere qualche scena di ebrezza da vino, invece è il brandy che la fa da protagonista in questo caso.

È il brandy che porta Paul ed il nonno di Victoria (Anthony Quinn) ad uno stato di ubriachezza avanzata prima che Paul vada  a cantare la classica serentata messicana alla finestra di Victoria. Pare che non sia stato usato il vino in questa scena per poter giustificare la frase del nonno quando dice: “L’età è il segreto di tutto”. Ma probabilmente anche col vino si sarebbe potuto creare una situazione con la stessa forza.

 

serenata da ubriaco

 

Alla fine Il profumo del mosto selvatico è un film gradevole, che vale la pena assistere, per gli amanti del vino e delle storie d’amore. Quindi non diciamo come va a finire..

Se hai indicazioni di film sul vino che hai visto e ne vuoi condividere le tue impressioni o semplicemente indicarlo, lascia qui il tuo commento o entra in contatto con il Club del Vino.

 

 


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